Louis Spohr

March 19, 2021, 6:10 PM · LOUIS SPOHR

di Stephan Bultmann

A citare il nome di Louis Spohr (1784-1859) ad un pubblico di oggi si finisce per suscitare l'inevitabile reazione "mai sentito parlarne, chi è?". A differenza del suo contemporaneo Niccolò Paganini (1782-1840), però si può dire che il lavoro di Louis Spohr come violinista, compositore, direttore e insegnante abbia lasciato un segno nella storia della musica in modo certamente non sensazionale ma pur tuttavia assai influente.
Nato il 5 Aprile 1784 a Braunschweig nel nord della Germania da una famiglia di musicisti, Spohr mostrò fin da piccolo un grosso talento nello studio del violino, fino a vincere presto l'attenzione dell'intera comunità locale. All'età di 14 anni fu mandato via di casa dal padre affinché intraprendesse la vita del musicista itinerante. Il primo viaggio fu però in realtà un disastro quasi totale e il ragazzino dovette fare ritorno a casa da Amburgo a piedi e senza un soldo. Di nuovo a casa, il giovane Louis si diede da fare per elaborare un nuovo piano di vita che gli consentisse di arrivare a quel successo che così fortemente desiderava. Essendo a conoscenza dell'abitudine del Duca di Braunschweig di passeggiare al mattino nel giardino del proprio palazzo, Louis colse l'occasione per avvicinarlo e chiedere di poter ricevere una più ampia educazione musicale e di poter suonare nella sua orchestra, richieste che furono entrambe soddisfatte. Dopo un periodo molto stimolante come orchestrale, infatti, durante il quale ebbe l'opportunità di poter suonare anche alcune delle proprie composizioni, Spohr poté accedere ad ulteriori lezioni di musica. Attraverso i suoi primi insegnanti, il francese Dufour e il primo violino dell'orchestra di Braunschweig Charles Louis Maucourt, Spohr venne a contatto con la scuola francese. Il suo desiderio di studiare con Viotti, la figura più importante della scuola parigina dell'epoca, fu però frustrato dalla decisione di Viotti di trasferirsi a Londra e di dedicarsi al commercio di vini. Il suo nuovo insegnante, Franz Eck (1774-1804), un rappresentante della scuola di Mannheim, portò Spohr con sé in un tour concertistico in Russia (1802-03), evento questo che segnò l'inizio della vita di Spohr come artista itinerante e che lo portò a compiere lunghi viaggi non solo nel suo Paese d'origine, ma anche a Vienna (1812-15) Slesia (1815) Svizzera e Italia (1815-17), Londra (1820) e Parigi (1820-21). I suoi concerti al Leipzig Gewandhaus nel dicembre del 1804 furono un vero successo, al punto da ricevere apprezzamenti molto lusinghieri dal critico dell'Allgemeine Musikalische Zeitung che, oltre a sottolinearne le solida fondamenta tecniche, ne elogiò "lo spirito che infonde nel suonare, i voli di fantasia, l'ardore, la dolcezza, l'intimità e il gusto fine". Quello che è ora forse il suo lavoro più famoso, il concerto per violino No. 8, creò enorme sensazione quando fu suonato per la prima volta alla Scala di Milano il 27 settembre 1816. In esso si combinano cantabilità ed effetti drammatici e, unico fra i concerti di Spohr, vi si trova una cadenza scritta nel metodo tradizionale, mentre la parte orchestrale fu concepita come "un accompagnamento tranquillo e facile per l'Italia".

Nel periodo 1805-1812 Spohr occupò il posto di primo violino nell'orchestra di corte di Gotha, posto che in seguito lasciò per diventare primo violino e direttore del Teatro di Vienna (1813-1814). Dopo un intervallo come direttore d'opera a Francoforte (dove introdusse, come poi avrebbe fatto in Inghilterra, l'uso della bacchetta per condurre) assunse, nel 1822, la posizione di direttore musicale stabile dell'elettore di Hessen-Kassel, un posto inizialmente offerto a Carl-Maria von Weber. Si ritirò infine nel 1857 e morì a Kassel il 22 ottobre 1859. Durante il suo peregrinare, Spohr venne a contatto con molti dei più famosi musicisti a lui contemporanei. Nella sua autobiografia (Die Selbstbiographie von Louis Spohr) egli si sofferma lungamente sul modo di dirigere di Beethoven e, riferendosi ad una esecuzione della settima sinfonia, scrive : "L'esecuzione e' stata assolutamente grandiosa, nonostante la direzione incerta e spesso ridicola di Beethoven".
Nel 1816 Paganini interruppe anzitempo un suo viaggio a Trieste per recarsi a Venezia e assistere a un concerto di Spohr. Il mattino seguente Paganini si recò in visita a Spohr, rifiutandosi però di suonare in privato per il musicista tedesco: "...disse che il suo stile era calibrato per suonare di fronte a masse di persone e che l'effetto era assicurato, ma che se avesse dovuto suonare per me avrebbe dovuto adottare uno stile differente, cosa per la quale non si sentiva al momento sufficientemente preparato". E 14 anni dopo, Paganini, oramai al culmine della sua fama in tutta Europa, fece tappa a Kassel per due concerti nei quali eseguì il suo appena composto concerto per violino e orchestra No. 4. I due musicisti provavano un profondo rispetto l'uno per l'altro: Paganini regalò a Spohr un bassorilievo in cera raffigurante se stesso e Spohr invitò Paganini a Wilhelmshoehe dove i due musicisti poterono assistere alla esecuzione dell'opera "Faust" composta da Spohr stesso. Lo stile violinistico e la personalità di Paganini però erano talmente diversi da quelli di Spohr che quest'ultimo giunse a commentare: " Nelle sue composizioni e nel suo stile interpretativo c'è una strana miscela di genialità e di immaturità unita a mancanza di gusto così che si è a tratti affascinati e a tratti disgustati".
La sua posizione a Kassel permise a Spohr di dedicare più tempo agli altri suoi talenti musicali e organizzativi. Chiamò cantanti di straordinario livello ad esibirsi all'opera di Kassel e la sua orchestra formata da 55 elementi divenne una delle più grandi in Germania. Non trascurò infine questioni sociali della vita dei suoi musicisti per i quali giunse non solo a stabilire un sistema di pagamento regolare ma creò anche una sorta di fondo pensione. Uno dei suoi maggiori intenti era inoltre quello di promuovere il repertorio operistico tedesco di Weber e Wagner. Le sue rappresentazioni de Der fliegende Hollaender (1843) e del Tannhäuser (1853) diedero un impulso importante alla diffusione del lavoro di Richard Wagner. Eseguì inoltre opere di compositori locali. Egli stesso compose opere e oratori riscuotendo successo internazionale e divenendo così, assieme a Mendelssohn, il compositore tedesco più famoso in Inghilterra. Disponendo di vari cori, incluso il Caecilienverein, fondato da egli stesso nel 1822, programmò regolarmente oratori e tra questi spiccano le sue ripetute esecuzioni della Passione di San Matteo di Bach. Come insegnante pubblicò il suo metodo per violino nel 1832 ed occupò a lungo un ruolo centrale nella scuola violinistica tedesca. Dalla sua scuola di violino di Kassel uscirono più di 200 allievi, molti dei quali si affermarono poi all'interno di orchestre europee e americane.

Il museo "Louis Spohr" di Kassel, fondato nel 1908, possiede una rara collezione di oggetti legati alla vita del musicista, sebbene nel 1934 la maggior parte della collezione venne distrutta per ordine del sindaco della città stessa. Fra i molti strumenti a corde, inclusa una pochette di oltre 200 anni, vi è un piano Streicher che Spohr teneva nella sua casa di Kassel e un'arpa Naderman del 1810 simile a quelle suonate dalla prima moglie di Spohr, Dorette Scheidler (1787-1834).
I concerti per clarinetto di Spohr, come descritto dal musicista stesso nella sua prefazione all'op. 26, richiedevano aggiustamenti tecnici allo strumento usato a quell'epoca. Impossibilitato ad eseguire uno dei concerti di Spohr sul proprio strumento, il clarinettista J.S. Hermstedt fece così introdurre varie modifiche sul clarinetto che è ora esposto nel museo.
Un altro gioiello esposto nel museo di Kassel è il già menzionato bassorilievo in cera di Paganini attribuito a David d'Angers. Chiunque visiti il museo Spohr di Kassel si sentirà a proprio agio nella piacevolissima collezione di dipinti, strumenti, bacchette, autografi, spartiti e lettere di Spohr, Paganini, Schumann, Lipinski, Joachim, Wilhelmi, Marx per citarne solo alcuni, nonché fra molti dei mobili originali della stanza da lavoro di Louis Spohr.

Museo Louis Spohr
Schoene Aussicht 2, Palais Bellevue, D-34117 Kassel (Germania)
Tel/fax: 0049-561-15209.
Visitabile solo per appuntamento.
Letture consigliate:
Henry Pleasants, The Musical Journeys of Louis Spohr, University of Oklahoma Press, 1961.
Louis Spohr, Festschrift und Ausstellungskatalog, Georg Wenderoth Verlag Kassel, 1984.
Hartmut Becker, Louis Spohr, Die Violinkonzerte, note di programma al CD CPO 999 187 – 2.
John Sugden, Paganini, Omnibus Press, 1986.
Breve discografia consigliata:
I 18 concerti per violino. Ulf Hoelscher, violino; Orchestra Sinfonica della Radio di Berlino, dir. Christian Froelich [CPO].
Duo op. 67.2. David e Igor Oistrakh [Doremi].
Duetti Concertanti op. 67 No. 1-3. Heinz Schunk e Ulrike Petersen [CPO].
Nonetto per fiati e archi op. 31. Wiener Oktett [Testament].
Ottetto op. 32. Wiener Oktett [Decca].
Concerto per violino No. 8 in La min op. 47. Jasha Heifetz, RCA Victor Symphony Orchestra, dir. Izler Solomon [BMG/RCA].
Concerto per violino No. 9 in Re min op. 55. Erica Morini, Musica Aeterna Orchestra, dir. Frederic Waldman [Arbiter].
Doppio quartetto in Re min op. 65. Jasha Heifetz, Gregor Piatigorski e al. [BMG/RCA].
[traduzione di Emilio Parisini]

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